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14	<title>Arcidiocesi di Vercelli</title>
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26		<title>In S. Agnese in scena &#8220;Francesco: il racconto di una madre, il canto dei ragazzi&#8221;</title>
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29		<dc:creator><![CDATA[Luca Sogno]]></dc:creator>
30		<pubDate>Fri, 02 Oct 2026 07:00:00 +0000</pubDate>
31				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
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34					<description><![CDATA[Domenica 4 ottobre il momento di festa e preghiera con i bambini della C.p. 21]]></description>
35										<content:encoded><![CDATA[
36<ul><li>Domenica 4 ottobre alle 17.30 nella chiesa di Sant’Agnese è in programma “Francesco: il racconto di una madre, il canto dei ragazzi”. A 800 anni dal suo transito alla cielo di San Francesco i bambini della Comunità Pastorale 21 (parrocchie di S. Giuseppe, S. Agnese, S. Bernardo, Duomo e Scuole Cristiane) porteranno in scena un momento di preghiera e di festa ispirato al celebre musical “Forza Venite Gente!”. Un cammino spirituale in cui sarà Pica, la mamma di Francesco a narrare la bellezza di una vita donata a Dio.</li></ul>
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43		<title>In S. Cristoforo le celebrazioni per la Madonna del Rosario</title>
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46		<dc:creator><![CDATA[Luca Sogno]]></dc:creator>
47		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 13:03:36 +0000</pubDate>
48				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
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51					<description><![CDATA[Domenica 4 ottobre messa e supplica presiedute dall'Arcivescovo]]></description>
52										<content:encoded><![CDATA[
53<ul><li>Nella parrocchia di S. Cristoforo appuntamenti di preghiera e celebrazioni in onore di Maria Regina del Rosario, Signora della pace. Giovedì 1 ottobre alle 18 predicazione di don Francisco Carlos Santos De Paula sul tema “Maria, Donna della Speranza” e venerdì 2 di don Yuri Tomiczek sul tema “Maria, Donna della Grazia Divina”. Sabato 3 ottobre dalle 17,30 recita del rosario a cura del gruppo del rosario e santa messa. Domenica 4 ottobre alle 10,30 santa messa e supplica presiedute dall’Arcivescovo; alle 15,30 ora mariana con l’Oftal e alle 16,30 pomeriggio di festa. Lunedì 5 ottobre alle 17,30 rosario e alle 18 santa messa per i defunti.</li></ul>
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59		<item>
60		<title>Il 3 ottobre la camminata alla scoperta dei luoghi francescani</title>
61		<link>https://www.arcidiocesi.vc.it/il-3-ottobre-la-camminata-alla-scoperta-dei-luoghi-francescani/</link>
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63		<dc:creator><![CDATA[Luca Sogno]]></dc:creator>
64		<pubDate>Mon, 28 Sep 2026 07:00:00 +0000</pubDate>
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68					<description><![CDATA[L'iniziativa in programma a Vercelli in occasione della Giornata diocesana per la Custodia del Creato ]]></description>
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70<ul><li>&#8220;Custodire l’acqua, servire i fratelli… sula via di Francesco”. E’ questo il tema della camminata alla scoperta dei luoghi francescani, proposta in occasione della Giornata diocesana per la Custodia del Creato in programma a Vercelli sabato 3 ottobre. L&#8217;iniziativa, organizzata dall‘Ufficio della pastorale sociale e del lavoro e custodia del creato, insieme all’Ufficio ecumenico e agli Scout, è aperta a tutti, in modo particolare ai giovani, alle famiglie, ai sacerdoti, ai diaconi e alle religiose. Continuando una tradizione già consolidata, la &#8220;Giornata del Creato&#8221; è per sua natura aperta alla dimensione ecumenica, per cui ci sarà la partecipazione della Chiesa Ortodossa e della Chiesa evangelica valdo-metodista. Il ritrovo è fissato per le 14 alla parrocchia di Sant’Antonio in via Restano al r
70ione Isola. Il tragitto si articolerà nella prima parte (dalla parrocchia di Sant&#8217;Antonio alla parrocchia di Sant&#8217;Agnese) in gran parte su strade sterrate che costeggiano l&#8217;argine del fiume Sesia, per una lunghezza di circa 4 chilometri. L’arrivo alla parrocchia di Sant’Agnese è previsto per le 16,30 circa. Dopo la merenda e un momento dedicato alla preghiera ecumenica si riprenderà il cammino. Il secondo tratto (dalla parrocchia di Sant&#8217;Agnese al convento del Biliemme) si articolerà interamente su strade o viali asfaltati per una lunghezza di circa 2 chilometri. L’arrivo alla chiesa di Santa Maria Immacolata &#8211; Convento di Billiemme è previsto intorno alle 18,15. Durante la giornata è previsto un momento di merenda che, per questioni organizzative, si chiede di portare al sacco. La cena, invece, sarà preparata dagli operatori Caritas e sarà offerta a tutti i partecipanti. Vista la lunghezza del pomeriggio e la difficoltà di alcuni tratti, ognuno può partecipare solo ad alcune parti dell&#8217;iniziativa in base alle possibilità. Per ulteriori informazioni o chiarimenti scrivere a [email protected].</li></ul>
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77		<title>Il 30 settembre la messa in suffragio di padre Masseroni</title>
78		<link>https://www.arcidiocesi.vc.it/il-30-settembre-la-messa-in-suffragio-di-padre-masseroni/</link>
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80		<dc:creator><![CDATA[Luca Sogno]]></dc:creator>
81		<pubDate>Sun, 27 Sep 2026 07:00:00 +0000</pubDate>
82				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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85					<description><![CDATA[Nel settimo anniversario della morte la celebrazione di Mons. Bedello in S. Maria Maggiore]]></description>
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87<ul><li>Il 30 settembre ricorre il settimo anniversario della nascita al cielo di padre Enrico Masseroni, arcivescovo di Vercelli dal 1996 al 2014 poi rimasto in diocesi fino alla morte avvenuta a Moncrivello nel 2019. L’indimenticato pastore sarà ricordato con la messa di mercoledì 30 settembre alle 18 nella concattedrale di Santa Maria Maggiore da mons. Stefano Bedello, vicario generale.</li></ul>
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94		<title>XXVI domenica del Tempo ordinario</title>
95		<link>https://www.arcidiocesi.vc.it/xxvi-domenica-del-tempo-ordinario-4/</link>
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97		<dc:creator><![CDATA[Luca Sogno]]></dc:creator>
98		<pubDate>Sat, 26 Sep 2026 07:00:00 +0000</pubDate>
99				<category><![CDATA[Vangelo]]></category>
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102					<description><![CDATA[A cura della Fraternità della Trasfigurazione]]></description>
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104<ul><li>Più volte, nelle domeniche precedenti, abbiamo preso in considerazione la pedagogia di Gesù, che spiazza i suoi interlocutori offrendo loro la possibilità di relazionarsi in modo più vero e autentico con il Padre e con i fratelli. È quanto avviene anche nella parabola odierna, dove Gesù sembra tendere un tranello ai suoi ascoltatori – i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo – e forse anche a noi, che spesso osserviamo la realtà con il loro stesso sguardo. Un espediente, però, che non umilia ma, al contrario, offre la possibilità di ravvedersi e di convertirsi. La parabola narra dell’invito da parte di un padre rivolto ai suoi due figli affinché vadano a lavorare nella sua vigna. Un invito che corrisponde alla vocazione di ogni uomo: nel libro della Genesi si dice, infatti, che “Il Signore Dio prese l’uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse” (Gen 2,15). È la chiamata a essere con-creatori, a condividere con Dio la responsabilità della custodia e dello sviluppo del creato. Un compito che conferisce dignità all’uomo, come si percepisce anche dalla parabola, dove la richiesta di collaborazione è rivolta a due figli e non a dei servitori. Essi dovrebbero provare gioia, entusiasmo e persino sentirsi onorati della possibilità di offrire il proprio contributo. Il racconto descrive invece resistenze da parte di entrambi. Esse non ci stupiscono: guardandoci intorno, constatiamo facilmente i danni da n
104oi apportati alla natura, segno del rifiuto della proposta divina e di un rapporto di puro sfruttamento nei confronti del creato. La parabola è orchestrata in modo magistrale e ricorda un altro testo biblico importante e famoso: il dialogo fra il profeta Natan e il re Davide, dopo che questi fece in modo che Uria l’Ittita, marito di Betsabea, venisse ucciso (cf. 2 Sam 12). Entrambi i brani inducono gli ascoltatori a identificarsi e, di conseguenza, a prendere le parti di chi ha ragione, per poi scoprire tuttavia che il narratore li considera dalla parte del torto. Ciò che permette questa interpretazione è l’elemento che accomuna il primo figlio della parabola, da una parte, e i pubblicani e le prostitute, dall’altra. Del figlio viene detto che “si pentì”, mentre dei secondi si afferma che credettero a Giovanni. Il rimprovero successivo che Gesù rivolge ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo fa comprendere che questo “credere” è il frutto di un pentimento. Egli, infatti, li redarguisce così: “Voi, al contrario, pur avendo visto queste cose, non vi siete nemmeno pentiti per credergli”. Di conseguenza, la parabola – soprattutto grazie ai commenti successivi di Gesù – non intende semplicemente ribadire un tema caro all’evangelista Matteo (cf. Mt 7,21) riguardante l’importanza del fare rispetto al dire. Qui, piuttosto, si evidenzia in primo luogo il valore del pentirsi, ossia la capacità di lasciarsi interpellare e mettere in discussione rispetto al proprio comportamento. Il pentirsi apre poi la strada al credere: così hanno fatto i pubblicani e le prostitute nei confronti del Battista e di Gesù stesso, basti pensare a Zaccheo e alla peccatrice in casa di Simone il fariseo. Anche per il figlio della parabola il pentimento ha offerto una nuova possibilità: quella di scoprirsi figlio e non schiavo, valorizzato nella sua dignità e chiamato a collaborare all’opera del Padre.</li></ul>
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110		<item>
111		<title>Triduo e festa di S. Francesco alla parrocchia dei Cappuccini</title>
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114		<dc:creator><![CDATA[Luca Sogno]]></dc:creator>
115		<pubDate>Mon, 21 Sep 2026 07:00:00 +0000</pubDate>
116				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
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119					<description><![CDATA[Il 4 ottobre messa e distribuzione del pane benedetto]]></description>
120										<content:encoded><![CDATA[
121<ul><li>Alla parrocchia Beata Vergine Assunta del rione Cappuccini è in programma il triduo di preparazione alla festa di S. Francesco, a cura del Gruppo terziario francescano. Giovedì 1, venerdì 2 e sabato 3 ottobre alle 17,30 sarà recitato il rosario, mentre alle 18 è prevista la celebrazione della santa messa. Domenica 4 ottobre, ricorrenza liturgica del poverello di Assisi, messa delle festa alle 11 e al termine della quale sarà distribuito il pane benedetto.</li></ul>
122]]></content:encoded>
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127		<item>
128		<title>XXV domenica del Tempo ordinario</title>
129		<link>https://www.arcidiocesi.vc.it/xxv-domenica-del-tempo-ordinario-3/</link>
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131		<dc:creator><![CDATA[Luca Sogno]]></dc:creator>
132		<pubDate>Sat, 19 Sep 2026 07:00:00 +0000</pubDate>
133				<category><![CDATA[Vangelo]]></category>
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136					<description><![CDATA[A cura della Fraternità della Trasfigurazione]]></description>
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138<ul><li>Domenica scorsa la risposta di Gesù a Pietro, rispetto a quante volte si debba perdonare il fratello, ci ha lasciati spiazzati. Quella proposta da Gesù è una misura senza misura, che scardina e trascende ogni criterio umano di giustizia. Anche la parabola odierna ci disorienta. Quanto il padrone considera come “giusto” si distanzia completamente dal modo di valutare di noi, operai della prima ora, che faremmo fatica ad accettare la paga pattuita senza risentimento. Anche oggi il testo ci parla dell’amore di Dio e tra i fratelli. Se per un attimo proviamo a mettere da parte la questione giustizia/ingiustizia, ci accorgiamo subito che Dio viene presentato come colui che dona e che è fedele alla sua promessa. Egli non è un padrone esigente pronto a sfruttare i suoi schiavi, ma uno che cerca lavoratori per la sua vigna, impegnandosi a dare loro il dovuto e anche molto di più, in base ai suoi misteriosi disegni che non seguono le nostre regole rigide e limitanti.Coloro che lavorano nella vigna, però, danno per scontato il diritto di essere cercati, chiamati e retribuiti. Il loro è un approccio di pretesa e di rivendicazione: mancano completamente la gioia di essere stati scelti, la gratitudine per la ricompensa ricevuta e il piacere di collaborare alla produttività della vigna. È paradossale, tuttavia, che simili vissuti interiori sarebbero stati probabilmente presenti se non ci fosse stato un confronto tra le retribuzioni; se, per esempio, i primi non avessero saputo a quanto ammontava la paga degli ultimi. Il confronto con l’altro, con quanto riceve o possiede, è ciò che acceca l’uomo e sta alla base – come afferma il padrone – di quel sentimento che è fonte certa di infelicità: l’invidia. Essa rende tristi e scontenti perché annebbia la percezione della realtà, concentrando l’attenzione su ciò di cui ci si sente privati o su quanto non viene dato. L&#8217;invidia induce ad assumere un atteggiamento vittimistico e mina alla radice il rapporto filiale e fraterno.Come avviene per il fratello maggiore della parabola del Padre misericordioso, si diventa incapaci di vedere e contemplare la bontà di Dio, percepito come un padrone ingiusto non perché non sia stato fedele alle sue promesse, ma 
138in quanto il suo agire non corrisponde alle nostre aspettative egoistiche. Né nella parabola del figlio prodigo né nel racconto odierno, infatti, i protagonisti sanno godere della generosità paterna nei confronti dell’altro, quasi che il bene donato al fratello li privasse di qualcosa; questo nonostante il figlio maggiore condividesse tutti i beni del Padre (cf Lc 15,31) e i lavoratori della parabola odierna avessero ricevuto quanto pattuito. Il confronto, che sta all’origine dell’invidia, si rivela dunque come la causa della nostra cecità e durezza di cuore, che si manifestano sia contro i fratelli – di cui non vengono riconosciuti i diritti e le necessità – sia verso Dio, a cui si chiede di essere un giudice imparziale e non un Padre ricco di tenerezza e bontà.</li></ul>
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143			</item>
144		<item>
145		<title>Gruppi di preghiera di Padre Pio: il convegno diocesano</title>
146		<link>https://www.arcidiocesi.vc.it/gruppi-di-preghiera-di-padre-pio-il-convegno-diocesano/</link>
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148		<dc:creator><![CDATA[Luca Sogno]]></dc:creator>
149		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 11:00:52 +0000</pubDate>
150				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
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153					<description><![CDATA[Appuntamento sabato 19 settembre alla parrocchia Beata Vergine Assunta ai Cappuccini]]></description>
154										<content:encoded><![CDATA[
155<ul><li>Convegno diocesano dei Gruppi di preghiera di Padre Pio in programma sabato 19 settembre a Vercelli nella parrocchia Beata Vergine Assunta in piazza dell’Assunta al rione Cappuccini. Alle 9,15 accoglienza dei gruppi e dei devoti di Padre Pio da Pietralcina e saluto di don Bruno Capuano, assistente diocesano dei Gruppi di preghiera di Padre Pio. Alle 9,45 è previsto l’intervento di Stefano Cavagnetto, vice direttore sul tema “I gruppi di preghiera di Padre Pio al servizio della Chiesa locale”. Alle 10,30 santa messa presieduta dall’arcivescovo mons. Marco Arnolfo.  </li></ul>
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161		<item>
162		<title>XXIV domenica del Tempo ordinario</title>
163		<link>https://www.arcidiocesi.vc.it/xxiv-domenica-del-tempo-ordinario-2/</link>
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165		<dc:creator><![CDATA[Luca Sogno]]></dc:creator>
166		<pubDate>Sat, 12 Sep 2026 07:00:00 +0000</pubDate>
167				<category><![CDATA[Vangelo]]></category>
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170					<description><![CDATA[A cura della Fraternità della Trasfigurazione]]></description>
171										<content:encoded><![CDATA[
172<ul><li>La parabola odierna appartiene anch’essa al discorso ecclesiale; il suo scopo è chiarire e completare quanto è stato detto domenica scorsa. Dopo aver parlato di correzione fraterna, ora si affronta un tema fondamentale per la vita della comunità: il perdono. A introdurci nel tema è una domanda di Pietro riguardante quante volte si debba perdonare il fratello. Ammiriamo il suo coraggio: dopo essere stati rimproverati da Gesù come lo fu lui a Cesarea di Filippo, al suo posto probabilmente noi non avremmo avuto l&#8217;ardire di intervenire e prendere la parola. Egli, invece, assume il suo ruolo di leader e, sollecitato dai temi trattati, pone l’interrogativo che forse anche altri vorrebbero formulare. Suggerisce inoltre una risposta che ai suoi occhi può apparire molto generosa: bisogna perdonare fino a sette volte. In effetti, per il pio israelita il sette è il numero della perfezione e della pienezza. Per quanto benevola possa apparire la sua proposta, l’apostolo dimostra di ragionare ancora non secondo Dio, ma secondo gli uomini (cf. Mt 16,23). Stabilendo una misura, infatti, egli pone un limite al proprio perdono. Per Gesù, al contrario, non si tratta di una questione di quantità, né di essere semplicemente più disponibili o generosi. Come scrive un monaco della Chiesa d’Oriente, il suo perdono “trascende e fa esplodere ogni perfezione”. Se, come si legge nel discorso della montagna, il cristiano è invitato a essere perfetto “come è perfetto il Padre celeste” (Mt 5,48), il suo perdono – così come il suo amore – non può avere limiti. Questo è il modo di pensare di Dio e, proprio perché supera ogni logica umana, Gesù utilizza una parabola per farsi comprendere meglio. Il racconto si divide in tre parti: la prima descrive il condono di un debito dalla portata talmente elevata da non poter essere saldato. Nonostante questa consapevolezza, il servo domanda al padrone di avere pazienza, promettendogli di rimborsargli l’intero dovuto. La risposta di quest’ultimo è sconcertante: egli non smaschera l’assurdità o la menzogna nascosta in tale promessa, ma lo lascia andare e gli condona il debito. Andando al di là del racconto parabolico, ci si rende conto di come il comportamento del padrone r
172ifletta quello di Dio il quale, con un amore senza misura, ha inviato il Figlio sulla terra perché il nostro debito fosse condonato. La seconda scena ha come protagonisti due servi, uno dei quali deve una piccola somma all’altro – proprio a colui al quale il padrone aveva appena rimesso il debito. La supplica di questo secondo debitore è identica a quella che il primo aveva rivolto al padrone, ma la somma da condonare qui non è affatto esorbitante; malgrado ciò, egli non viene ascoltato e finisce gettato in carcere. Nella terza parte, il padrone torna a essere severo e punisce il servo che non ha condonato il debito al fratello. Ciò significa che il perdono ricevuto non è servito a nulla? La parabola, in realtà, vuole dirci altro. Essa ci ricorda che quando l’uomo non riconosce la profondità della propria colpa e la grandezza del perdono ottenuto, Dio lo spinge a riesaminare il suo comportamento, ammonendolo a non dare mai per scontato il diritto di essere perdonato. Quando invece la misericordia del Padre trova un cuore aperto e può esprimersi liberamente, il suo perdono trascende ogni limite umano, rivelandosi veramente senza misura.</li></ul>
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178		<item>
179		<title>S. Giuseppe: riprendono gli incontri mensili di Adorazione</title>
180		<link>https://www.arcidiocesi.vc.it/s-giuseppe-riprendono-gli-incontri-mensili-di-adorazione/</link>
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182		<dc:creator><![CDATA[Luca Sogno]]></dc:creator>
183		<pubDate>Fri, 11 Sep 2026 07:01:00 +0000</pubDate>
184				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
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187					<description><![CDATA[L’appuntamento di mercoledì 16 settembre sarà dedicato ai santi Angeli ]]></description>
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189<ul><li>Riprendono gli incontri mensili di preghiera e Adorazione Eucaristica nella chiesa di San Giuseppe a Vercelli. L’appuntamento di mercoledì 16 settembre alle 21, sarà dedicato ai santi Angeli per invocare la loro protezione e ringraziarli per la costante e amorevole presenza accanto a ciascuno nel cammino della vita terrena verso la méta eterna promessa. Durante la serata si reciterà la Corona Angelica, una speciale preghiera per domandare al Signore, per loro intercessione, le grazie necessarie per la salvezza delle nostre anime e per tutte le persone care che portiamo nel cuore.</li></ul>
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